La Scheda Ampelografica cerca di affrontare nel modo più opportuno storture nate già nella prima scheda ampelografica nel 1875 e arrivate oggi anche su quella ufficiale. La viticoltura moderna ha cercato di unire Vino e Vitigno creando tante, ma tente ambiguità. Inesattezze, infatti il Pecorino ha anche una versione rossa derivata dal vitigno Verdicchio Bastardo Rosso, il Pecorino rosso.
Osservazioni storiche
Il Nome Pecorino definiva fino al 1883 il nome di un vino locale composto da uve bianche e rosse, chiamato anche con i termini di Arquitano, Pecorino di Arquata, Pecorina Arquatanella. Fù il maggior produttore vitivinicolo locale, il Conte Gallo ad associarlo ad uno dei vitigni che lo componevano, il Verdicchio Bastardo Bianco. Lo scopo era distinguerlo dall'omonimia con il Verdicchio della zona di Ancona. ( Riportato nel Bollettino Ampelografico del 1883 Fascicolo VI).
Deve il suo nome alla radice dialettale locale Picor, Picorinus, aggettivo tardo volgare che indicava ciò che pizzica al palato.
Il termine Verdicchio Bastardo Bianco deriva, secondo i racconti locali, dall'incrocio che i Monaci Benedettini di Arquata del Tronto, effettuarono intorno all'anno mille tra il vitigno Promotico e la vite rustica o bastarda locale. Le analisi genetiche del Prof. Claudio D'Onofrio, Università di Pisa, confermano la parentela. Le analisi sul dna attraverso marcatori molecolari (SSR), hanno dimostrato che quello che oggi chiamiamo Pecorino ha un legame diretto di parentela ( figlio o genitore) con il Promotico, sinonimo della più nota Visparola. Studio pubblicato nel 2021 nella rivista scientifica internazionale Frontiers in Plant Science, rende l'ipotesi coerente con le pratiche storiche di selezione della vite e i racconti locali.
Denominazione: 'Pecorino di Arquata' confermata da fonti storiche e commerciali locali.
Sinonimia e chiarimenti
Sinonimi storici documentati: Verdicchio bastardo bianco: sinonimo storico.
Pecorino bianco: sinonimo descrittivo.
Pecorina Arquatanella: sinonimo storico locale.
Nomi storici di vini o denominazioni commerciali errati (non sinonimi) e senza nessun collegamento nè con il vino, nè con il vitigno e nè con Arquata del Tronto ma associati dal Bollettino Ampelografico del 1875,
Pecorino di Osimo, Mosciolo: Denominazione del vino, derivato da uvaggi del territorio in Provincia di Ancona, diversi da quelli di Arquata del Tronto.
Vissanello: Denominazione del vino, derivato da uvaggi del territorio in Provincia Macerata, diversi da quelli di Arquata del Tronto.
Nomi che indicavano solo la provenienza geografica del vino e non del vitigno
Norcino: chiamato così in Provincia de L'Aquila. Indicava la provenienza del vino, un uvaggio, dal territorio di Norcia di cui era parte integrante il territorio di Arquata del Tronto.
Pecorino di Arquata: Provenienza del vino, uvaggio, proveniente da Arquata del Tronto.
Pecorina Arquatanella: Provenienza del vino, uvaggio, proveniente da Arquata del Tronto.
Arquitano: Provenienza del vino, uvaggio, proveniente da Arquata del Tronto.
Tipologie di vitigno inserite erroneamente come sinonimi ma con diverso dna
Pecorina Dolcipappola: Chiamato così in Umbria. E' un errore di attribuzione. Indicava il vitigno diverso denominato Mostosa nel Piceno o Bsolla in Emilia Romagna.
Promotico: vitigno autonomo storico ad Arquata del Tronto con dna proprio.
Forconese: vitigno autonomo storico della località Force di Ascoli Piceno, Marche, con dna proprio.
Nota: molti altri nomi riportati in vecchie schede ministeriali rappresentano vini o blend, non singoli vitigni.
Identificazione della varietà
Denominazione principale: Pecorino di Arquata.
Specie: Vitis vinifera L.
Colore bacca: Bianca.
Origine storica: Arquata del Tronto (AP), Marche.
Registro Nazionale: attestato in collezioni storiche e Bollettini Ampelografici XIX secolo
Area di origine e diffusione
Origine storica: Arquata del Tronto.
Diffusione storica: Dal 1982 nelle Marche, dal 1990 in Abruzzo, dal 1903 in Umbria.
Descrizione ampelografica
Germoglio
Apice: Semi-aperto, tomentoso.
Colore: Verde chiaro con sfumature bronzee.
Foglioline apicali: Glabre.
Foglia adulta: Pentagonale, trilobata o pentalobata.
Dimensione: Media.
Seno peziolare: A U chiuso.
Dentatura: Media, regolare.
Pagina superiore: Verde intenso, glabra.
Pagina inferiore: Leggermente tomentosa.
Grappolo:
Dimensione: Medio-piccola.
Forma: Cilindrica o cilindrico-conica.
Compattezza: Semi compatto.
Presenza di ala: Possibile, una o due.
Acino:
Dimensione: Medio-piccola.
Forma: Sferoidale.
Buccia: Consistente, giallo-verde tendente al dorato.
Polpa: Succosa.
Fenologia
Germogliamento: Medio periodo.
Fioritura: Medio periodo.
Invaiatura: Medio periodo.
Maturazione: Medio-tardiva.
Nota: il Pecorino di Arquata NON e precoce. La maturazione medio-tardiva e coerente con l'ambiente
montano. La vendemmia avviene tra l'inizio e la metà di ottobre.
Caratteristiche agronomiche
Vigoria: Medio-bassa.
Produzione: Contenuta, costante, 30-40 q.li per ettaro.
Resistenza: Buona al freddo, sensibile a umidita persistente.
Adattamento: Ottimale in colline e monti con forti escursioni termiche.
Attitudini enologiche
Acidità Elevata e stabile, buona struttura e longevità.
Aromi: Floreale, agrumato.
Vini prodotti: Fermi strutturati, spumanti Brut Nature (Metodo Arquatano).
Gradazione Alcolica: tra i 10,5 e gli 11,5 % vol.
Sintesi tecnica ufficiale
Il vitigno Pecorino di Arquata e una varietà a bacca bianca e rossa ciclo medio-tardivo, storicamente attestata nel
territorio di Arquata del Tronto. Le sue caratteristiche morfologiche, agronomiche e fenologiche lo distinguono chiaramente da altri vitigni locali e dalle denominazioni storiche di vini erroneamente considerate sinonimi.
